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Lettera all'Italia

24/10/08 15:55

Immagine 2

Cara Italia,
non so perché ti scrivo. Anzi, in vero non so bene neanche più a chi scrivo. Patria nominata con orgoglio solo dopo i mondiali di calcio (e rigorosamente solo dopo averli vinti), Paese tanto unito nei sogni e nelle ambizioni dei grandi del passato, quanto diviso nella realtà dei fatti. Disorientato, forse un po' rassegnato, scrivo allora a te, bella signora, madre di tante menti brillanti e che, come talvolta capita ai grandi artisti, al momento ha un blocco creativo non da poco. Desidero lasciarti questa lettera sul comodino, accanto al letto nel quale riposi, mentre zanzare di varia specie, figli tuoi, ti dissanguano con la somma tranquillità del ladro di bestiame che è sicuro del sonno profondo del bovaro. Quando la leggerai sarai così informata che Roma non è più la capitale di un Impero, ma il rifugio di ladri di ogni tipo, da quelli che rubano per mangiare e che tutti temono, a quelli che rubano per mangiare caviale e che tutti votano. Ti accorgerai che De Gasperi è passato a miglior vita, e Montanelli riceve ora le lettere di Travaglio in un luogo più sereno della redazione del suo Giornale (l'ultimo nello stivale ad essersi meritato la "G" maiuscola). Adesso in compenso abbiamo Schifani e Belpietro, ma dubito fortemente che ciò possa confortarti.
Ma tranquillizzati, il peggio deve ancora venire. Anzitutto hanno messo i militari per strada. Duemila. E tagliano i fondi alle forze di polizia, ben più numerose e potenzialmente efficaci, se ben gestite e sufficientemente finanziate. Un gesto così, tanto per dare quel tocco pittoresco di America Latina. Poi ci hanno detto che ci troviamo immersi fino al collo in una grave crisi finanziaria, il debito pubblico è alle stelle. Ci voleva Tremonti per dirlo, come se i debiti a fine mese della maggioranza delle famiglie italiane non lo urlassero già da anni. Ma si sa, cara Italia, siamo assai abili nell'informare; con un poco di ritardo e molta distorsione, ma premesso ciò siamo campioni imbattuti. In Russia sparano ai giornalisti scomodi; da noi gli fanno "Bu!", gli allungano una mazzetta, e tutto va a meraviglia, ci si è addirittura guadagnati un alleato. Putin avrebbe qualcosa da imparare.
Essì mia cara Italia, quando ancora eri sveglia entro noi, cosa che, apparente controsenso, avveniva ben prima della tua nascita ufficiale, eravamo maestri d'arte e di scienze, insegnavamo al mondo la bella musica e scrivevamo i migliori poemi. Ora dispensiamo ben altri esempi, tanto agli atri quanto a noi. Ma non si poteva permettere che le nuove generazioni venissero lì a svegliarti: ti saresti strappata le sanguisughe di dosso, e questo alcuni non potevano permetterselo. Proprio quegli alcuni che abbiamo avuto la disgrazia e la mollezza di votare bovinamente. Ed ecco che, tagliando gambe e fondi all'ultimo, esile, scalcinato baluardo della cultura, ovvero la traballante Scuola, si sono assicurati altri lunghi anni di coma farmaceutico per te, mia povera Italia, che non solo invecchi fuori, non solo ti ritrovi coperta di spazzatura (abbandonata tanto da teste di cavolo quanto di asfalto), ma impallidisci dentro, nell'anima, mentre un popolo che forse popolo non è mai stato invecchia al pari tuo e lascia che tutto corra, perché tutto va bene. O si spera che vada bene, perché è troppa fatica aprire gli occhi, vedere le cose come stanno e cercare di sistemarle.
Meglio affondare, qualunque cosa, a patto che costi poca fatica.

Buona notte Italia…



SmelltheRoses


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Gita in Svizzera

01/05/08 15:31
Vi presento un breve reportage della mia gita di due giorni in Svizzera.

Il file è in PDF, spero abbiate un lettore apposito, in caso contrario, vi consiglio freeware Foxit Reader (fate una veloce ricerca su google, si trova subito).

Che altro dirvi, enjoy ^^


Svizzera 2008

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SmellTheRoses

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