Come essere d'accordo con un omicidio che ha vittima la scuola?

Vorrei copiare un articolo scritto dai
rappresentanti d'istituto del Liceo Artistico
Gentileschi Artemisia di carrara.
L'articolo consiste in un riassunto del decreto
Gelmini.
Scuola dell'infanzia: (scuola materna)
1.
da 40 ore, orario ridotto a 24 ore settimanali.
Conseguenza:
gravi difficoltà create alle famiglie che non
sapranno come sistemare i propri figli durante i
loro tempi di lavoro e avranno un aggravio
economico maggiore. Inoltre i bambini non avranno
più la possibilità (come la abbiamo avuta noi) di
usufruire al meglio del tempo
scuola.
2. Da due insegnanti per classi alla maestra unica.
Conseguenza:
Carico di lavoro eccessivo per le maestre rimanenti
che avranno grandi difficoltà nel gestire classi
numerose. Minore qualità del servizio. Drastica
riduzione del personale
insegnante.
Scuola primaria (scuola elementare)
1. Introduzione del maestro unico in sostituzione
ai 3 maestri per 2 classi attuali, 50.000 maestri
elementari in meno nel giro di 5 anni.
Conseguenza:
la scuola primaria italiana è attualmente fra le
migliorii al mondo. Quest'operazione riporterebbe
indietro la scuola di 50 anni, adottando un sistema
pedagogico considerato sbagliato dalla maggiorparte
degli esperti in materia. L'inserimento di un
maestro unico peggiora la didattica perché il
bambino non acquisisce la capacità di adattarsi a
metodi di insegnamento diversi e sviluppare una
flessibilità mentale fondamentale per
l'introduzione alla scuola media e per lo sviluppo
personale. Vengono impoveriti, inevitabilmente, i
contenuti
dell'insegnamento.
2. Riduzione tempo scuola e probabile cancellazione
del rientro pomeridiano.
3. Nelle classi dovrà esserci un minimo di 10
bambini.
Conseguenza:
in tutta italia saranno chiuse circa 2600 scuole
lementari. A perderci saranno tutte le località
scarsamente popolate e lontane dai grandi centri
(aree montane, entroterra e isole) dove i bambini
per andare a scuola saranno costretti ad
intraprendere viaggi lunghissimi, fino a 50 km
nelle zone alpine.
Scuola media inferiore
1. riduzione dell'orario settimanale da 32 a 39
ore.
2. Taglio di 10.300 insegnanti secondo le stesse
fonti ministeriali.
Scuola media superiore
1. Riduzione media di 4 ore dell'orario
settimanale.
Conseguenza:
nella didattica di una scuola superiore la
riduzione di 4 ore settimanali ha un forte peso su
tutte le discipline portando ad un impoverimento
dell'approfondimento di esse. Questo comporta una
bassissima qualità dell'offerta formativa degli
istituti superiori che renderà molto difficile
l'accesso alle università e l'inserimento nel mondo
del lavoro.
2. Le classi dovranno raggiungere un minimo di 27
alunni.
Conseguenza:
ulteriore impoverimento dell'offerta formativa
visto che merra meno una conoscenza approfondita
dell'insegnante, diminuiranno le possibilità da
parte dell'insegnante di verificare ogni alunno e
quindi i pochi giudizi saranno quelli
determinanti.
3. Le scuole con meno di 500 alunni saranno
accorpate con altri istituti.
Conseguenza:
accentramento delle sedi e chiusura di quei piccoli
licei o istituti tecnici sparsi per le provincie
italiane provocando disagi enormi alle famiglie e
studenti. Le sedi che verranno accorpate avranno
insegnanti comuni i quali svolgeranno molto
probabilmente più ore del dovuto impedendo
l'assunzione di nuovi docenti ed il licenziamento
di quelli in esubero.
4. Sarano ampliati i campi di insegnamento degli
attuali insegnanti:
Conseguenza:
professori che insegneranno materie di cui non
hanno dato esami, rendendo le lezioni di qualità
inferiore.
Università & ricerca
1.
trasformazione delle università in fondazioni di
diritto privato.
Conseguenza:
l'entrata delle imprese nelle università porterà a
indirizzi diversi nei programmi che favoriranno gli
interessi delle imprese a scapito delle materie non
direttamente collegate ad esse come quelle
umanistiche, questo provvedimento indebolirà
un'offerta universitaria pubblica che porterà ad un
innalzamento delle tasse universitarie e
selezionerà i figli delle famiglie meno
abbienti.
2. Tagli sommari alla ricerca, 60 000 ricercatori
senza lavoro.
Conseguenza:
peggioramento ulteriore di un paese già in declino
culturale. Da anni l'italia investe nella ricerca
meno di tutti gli altri paesi. L'espatrio dei
"cervelli" italiani aumenterà; vi sarà una
definitiva perdita della speranza di diventare un
paese culturalmente ed economicamente parificato al
resto d'Europa.
E
come se non bastasse...
Nel
trienno 2009 - 2011 riduzione complessiva del
personale amministrativo, tecnico & assistenza
(ATA).
Invece di investire di più per le nuove generazioni
quest'operazione toglierà altri 8 miliardi di euro!
Speriamo che questa semplice e riasssuntiva opera
d'informazione la tua coscienza ti faccia capire la
necessita di un immediata, dura e tempestiva
protesta. Questo decreto deve essere impedito.
Dal 21 ottobre 2008 tutti insieme a manifestare per
far capire che non ci stiamo.
RICORDA: SE NON PROTESTI SEI COMPLICE !!
davideb













