Come ci vedono dall'estero - parte 7

L’Italia
potrebbe essere sul punto di una recessione, ma il
2009 offre la promessa di una crescita senza
precedenti per Siggi, un’impresa tessile vicino
Vicenza nel nord est del paese. Siggi è il più
grande produttore di grembiuli, o divise
scolastiche. Un tempo molto diffuse nella scuola
elementare italiana, sono passate di moda, come le
boccettine di inchiostro. Ma a luglio il ministro
dell’educazione Mariastella Gelmini ha puntato
sulla reintroduzione dei grembiuli per combattere
l’imbarazzo determinato da differenze di classe e
di vestiti firmati fra gli alunni. La produzione di
Siggi quest’anno ha quasi fatto il tutto esaurito e
il suo presidente Gino Mara ha detto che “il
prossimo anno ci potrebbe essere un vero e proprio
boom” .
La decisione di far indossare il grembiule agli
alunni è lasciata agli insegnanti di ruolo. Ció non
figura in nessuno dei due disegni di legge per
l’istruzione introdotti dalla Gelmini, ma è
diventato un simbolo dei suoi sforzi volti a
scuotere l’istruzione italiana. Le critiche
sostengono che tutto ciò sia un vano tentativo di
far tornare indietro l’orologio; i suoi sostenitori
lo considerano un primo passo necessario per un
sistema più equo ed efficiente.
Il 30 ottobre i contrasti da lei suscitati
culmineranno in una giornata di sciopero degli
insegnanti. I sindacati denunciano principalmente
il programma di tagli volti a risparmio di quasi 8
miliardi di euro (11 miliardi di dollari). Questo
include la perdita naturale di 87.000 posti di
lavoro di insegnanti nel corso dei tre anni
accademici fino al 2012 e il ritorno ad un sistema
con un unico insegnante nella scuola elementare.
Se la riforma si limitasse solo a questo, si
potrebbe rivelare disastrosa come i rappresentanti
di sindacati ed opposizione prevedono (studi
internazionali dimostrano che le scuole elementari
sono l’unica parte dell’educazione italiana che
funziona bene). Tuttavia è anche previsto che il
30% dei fondi risparmiati saranno reinvestiti nelle
scuole. I sostenitori della Gelmini sperano che li
riuserà per raddrizzare i paralizzanti squilibri
nell’educazione, una delle più grandi debolezze
economiche strutturali d’Italia.
Un problema è la grande quantità di insegnanti mal
pagati, dice Roger Abravanel, autore di un recente
libro sulla meritocrazia. “ Il numero di insegnanti
per 100 studenti è uno dei più alti nell’OECD,
Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo
Economico”. L’educazione, particolarmente nel sud,
è stata spesso usata dai politici per il patronato
politico e per la creazione di posti di lavoro.
Questo potrebbe spiegare perché, nonostante studino
più a lungo e in classi più piccole, gli studenti
italiani delle superiori reggono malamente i
confronti internazionali. “ Il nord è intorno alla
media dei Paesi dell’OCSE, ma il sud è alla pari
con l’Uruguay e la Thailandia” dice Abravanel.
Giacomo Vaciago, professore di economia
all’Università Cattolica di Milano, dice che anche
se per il momento il dibattito è sui tagli, il
grande problema è la qualità, che è a casaccio”.
Alla presentazione delle ultime riforme, al fianco
della Gelmini il Presidente del Consiglio italiano
Silvio Berlusconi ha promesso che, dal 2012, i
migliori insegnanti otterranno un premio di €
7.000. Ma l’onorevole Vaciago è scettico sulla
riuscita di questi piani. “L’attuale governo sta
facendo tagli e sta sperando che il risultato
immediato sia un aumento di qualità. Non vi è
alcuna garanzia evidente che sarà così” ha
commentato.
Articolo Originale The
Economist
Traduzione a cura di Italia
Dall'Estero.
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