Riforma Scolastica: chiariamoci un poco

Vi abbiamo già parlato ampiamente a proposito di
questa riforma. Il colpo d'ascia definitivo, che
cade deciso ed inarrestabile sul collo della
Scuola. L'ennesimo tentativo di decapitazione della
cultura. E forse il definitivo.
Si corre però il rischio di riflettere molto
conoscendo poco. Ed il miglior modo di conoscere, è
ricercare e schematizzare.
Così di buzzo buono ci siamo messi a scartabellare
plichi di fogli, leggere articoli vari in giro per
il Web, e finalmente ne siamo venuti a capo.
Possiamo così dire che questa riforma scolastica si
basa su tre punti.
Il
primo.
La riforma Gelmini, ovviamente.
Riguarda quasi esclusivamente le elementari e
prevede una riorganizzazione del personale.
Attualmente sono presenti nelle scuole elementari
tre professori ogni due classi. Questo dato non
cambierà; verranno però riorganizzate le risorse
nel seguente modo:
Una classe avrà un maestro unico, preferibilmente
quella che non farà tempo pieno.
L'altra sezione avrà invece due maestri,
probabilmente la più numerosa, o comunque quella
intenzionata a fare tempo pieno
Di base non è una cattiva idea, ma mi e vi domando:
era veramente così urgente? E dove si trova il
vantaggio economico?
Perché, a sentir il Ministro dell'istruzione,
dell'università e della ricerca
(solo noi italiani
sappiamo tirare fuori certe cose), tutto questo
popò di roba è stato ideato di concerto con il Ministro
dell'Economia e delle Finanze
per far sì che anche
la scuola dia il suo bravo contributo a risolvere
la crisi finanziaria.
Ma se il personale non varia, a che serve tutto
ciò? Probabilmente a creare un po' di confusione,
sufficiente ad eliminare gli ultimi maestri
competenti, e poi tutto tornerà tranquillo e
sereno. Come dopo lo scoppio di una bomba:
dissipatosi il fumo si respira un'aria tranquilla,
quasi piacevole.
E fuori le elementari.
(Link dalla Legge, http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0009120)
Il
secondo.
E qui andiamo a toccare le scuole superiori.
Nello specifico gli istituti piccoli. Sì, perché è
tanto implicito quando chiaro l'ordine di
sopprimere i più piccoli. Nel decreto legge del 7
ottobre 2008, n. 154, art. 3, viene chiaramente
esplicitato che vi saranno tagli economici, e
nell'art. 64 della legge del 25 giugno 2008, n.
112, poi ripreso nella legge del 6 agosto 2008,
stesso articolo, viene chiaramente esplicitata la
dimensione dei tagli (devono derivare per il bilancio
dello Stato economie lorde di spesa, non inferiori
a 456 milioni di euro per l'anno 2009, a 1.650
milioni di euro per l'anno 2010, a 2.538 milioni di
euro per l'anno 2011 e a 3.188 milioni di euro a
decorrere dall'anno 2012.) nel comma 6, ed
esplicitato che nel caso di chiusura o
accorpamento degli istituti scolastici aventi sede
nei piccoli comuni, lo Stato, le regioni e gli enti
locali possono prevedere specifiche misure
finalizzate alla riduzione
del disagio degli
utenti. (comma 4).
Il che ci da chiaramente ad intendere che molte
saranno le vittime.
Sarei curioso di sapere quali sono le
misure specifiche
finalizzate alla riduzione del disagio degli
utenti.
Questa razionalizzazione è prevista entro l'anno
scolastico 2009/2010 e gli istituti soggetti ad
eutanasia dovrebbero essere quelli con meno di 500
studenti.
Per maggiori informazioni in merito vi consiglio il
seguente articoletto:
http://imprenditori.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2059916
Per le leggi qui citate:
DECRETO-LEGGE 7 ottobre 2008 , n.
154
http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/testo_int.asp?d=40499
DECRETO-LEGGE 25 giugno 2008 , n.
112
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/decreto_gelmini/testo_coordinato_art.64.pdf
Legge 6 agosto 2008, n. 133
http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/A13C171A-61F7-454D-8399-6AA28AB05147/0/20080806_L_133.pdf
Il colpo di
grazia.
Si cela,
ancora in parte oscuro, nella temibile finanziaria.
Sono previsti infatti tagli di 8
miliardi di euro per tutto il sistema scolastico,
comprese le università, che già ora rispetto alle
concorrenti di tutto il mondo hanno finanziamenti a
dir poco ridicoli.
Spero di non avervi annoiato troppo; ma almeno, la
prossima volta che vi diranno che protestate tanto
per fare, potrete sbattere sotto il naso dei
giornalisti lustrascarpe fatti reali.
Una riforma andava fatta, ma non così.
Loro non molleranno. Noi nemmeno.
SmelltheRoses













